Autofocus: cos’è e come funziona?

Dedichiamo un articolo a questo argomento per affrontarlo da un punto di vista diverso: la messa a fuoco automatica è da professionisti oppure no?

Guide Impariamo a fotografare Autofocus: cos'è e come funziona?

A primo impatto può sembrare banale, ma farsi questa domanda non lo è per niente. Nonostante un continuo sviluppo tecnologico che ci ha porta a veder realizzare sistemi di autofocus ultra precisi, rapidi e insonorizzati, permane il dubbio, soprattutto nelle nuove leve, sull’utilizzo dei suddetti sistemi.
Giacché le fotografie, diventate iconiche nel corso del tempo, non sono state realizzate con questi nuovi sistemi, vi è sempre il timore che utilizzandoli non si riesca a produrre qualcosa del giusto livello per entrare nell’olimpo delle fotografie.

È lecito dire che, nella maggior parte dei casi, questa paura passa molto presto, soprattutto per chi inizia a fare della fotografia una professione vera e propria. Ma noi vogliamo aiutare quelle persone che si sentono ancora insicure riguardo l’utilizzo del focus manuale o automatico.
Autofocus panorama

Partiamo da un presupposto molto semplice: si possono eseguire scatti leggendari con entrambi i sistemi di focus. È palese che in alcune circostanze la scelta risulta obbligata, come ad esempio in alcuni tipi di fotografia sportiva o naturalistica, che riguardano soggetti in movimento. O nella fotografia matrimonialista, dove gli attimi sono l’anima delle vostre fotografie.

Tuttavia, in generale, la realtà è che molto dipende da voi, come sempre. Dalle vostre attitudini, dal vostro modo di approcciarvi alla fotografia ed ai soggetti che fotografate. Dal vostro stile.

A livello tecnico c’è soltanto una differenza: che con il fuoco manuale siete voi a ruotare la ghiera, e quindi dovrete essere precisi al millimetro. Ma a parte questo, non ci sono differenze tra i due sistemi. Negli ultimi anni, grazie alle nuove tecnologie implementate sulle fotocamere digitali, sia mirrorless che reflex, è possibile arginare questo problema grazie al focus peaking. Se non conosci questa funzione ti invito a dare uno sguardo anche a questa guida.

Come fa la macchina in automatico a stabilire cosa mettere a fuoco?

L’autofocus è un sistema collaudato da molto tempo. Dei motorini spostano in automatico gli elementi all’interno del nostro obiettivo. In un certo qual senso, possiamo decidere quale sarà il nostro punto di focus. Tutte le macchine dotate di sistema autofocus mettono a disposizione diversi metodi per la misurazione del focus.

Uno di questi si chiama AF-C (Auto Focus Continuous) e permette che la misurazione avvenga di continuo, ogni volta che cambiamo inquadratura (o che il soggetto si muove) e senza premere nuovamente il tasto di scatto a metà corsa.

Mentre con l’AF-S (Auto Focus Single) la macchina eseguirà una sola misurazione della messa a fuoco, e se cambieremo inquadratura, il focus rimarrà alla distanza della misurazione precedente. Costringendoci ad alzare il dito, e poi a ripremere il pulsante di scatto a metà corsa, per eseguire una nuova misurazione.

In aggiunta a tutto ciò, selezionando la misurazione Spot, abbiamo anche la possibilità di scegliere personalmente il punto di messa a fuoco che preferiamo; essa infatti ci permette di selezionare manualmente, attraverso il joystick o le frecce di comando, un singolo dei tanti punti di messa a fuoco.
In realtà lo Spot è una delle modalità di misurazione della luce, ma affronteremo l’argomento più avanti.

Quindi una volta impostato quel punto di messa a fuoco, quando andremo a premere a mezza corsa il tasto di scatto, il motorino sposterà gli elementi fin quando il fuoco non sarà sul punto che noi abbiamo impostato.

In conclusione, l’autofocus è un validissimo sistema che può essere utilizzato anche in ambito professionale.

Sicuramente questi due metodi, spaccano il mondo della fotografia in due parti. Una parte molto lenta, molto riflessiva, dove bisogna valutare con abbastanza tempo la precisione della nostra messa a fuoco manuale. L’altra parte, invece, è molto dinamica, travolgente, intuitiva e fugace, ed è rappresentata da un sistema automatico che agisce più velocemente di noi (in genere).

Bisogna soltanto capire a quale parte del mondo apparteniamo.

Simone Spinedi
Mi chiamo Simone Spinedi, ho 23 anni e sono un fotografo e graphic designer di Roma. Mi piacciono tutte le forme di comunicazione dove puoi esprimerti liberamente.

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