Fotografare in viaggio: proteggersi e proteggere l’attrezzatura.

Guide Impariamo a fotografare Fotografare in viaggio: proteggersi e proteggere l'attrezzatura.

Piccola premessa prima di cominciare: questo è il mio modo di ragionare nei confronti del pericolo e delle situazioni piacevoli e sgradevoli che si possono affrontare viaggiando.

Viaggiare è bello, soprattutto in luoghi non convenzionali, non amati dal grande pubblico.

Questa vuole essere una guida, che secondo me, può aiutare alcuni di voi a far tornare tutta l’attrezzatura a casa (compresi voi). Per lo più è rivolta a coloro che viaggiano o che viaggeranno in posti non proprio raccomandabili.

Suddividerò il tutto in 3 punti:

  • Pianificare 

La cosa più importante in assoluto è la pianificazione dell’itinerario di viaggio.

Sia per il paese più tranquillo, sia per quello più burrascoso, conoscere dove si va e cosa si potrebbe incontrare è fondamentale.

Bisogna conoscere il tipo di clima, il tipo di suolo, la possibilità di usare collegamenti o reti stradali e la presenza, o meno, di civiltà. Se tutto questo non è possibile, cercate di parlare con una guida, o comunque una persona che conosce il luogo prescelto. Una buona idea sarebbe quella di affidarsi alle associazioni fotografiche, che organizzano, di anno in anno, tour di città o posti non convenzionali, con il vantaggio di avere un pacchetto ben definito e con la sicurezza di andare con persone che hanno esperienza alle spalle.

Alcune buone scelte:

Viaggiare Fotografando

Fotografia e Viaggi

Altrimenti i fotografi stessi, a volte, organizzano per conto loro viaggi fotografici in base al genere che trattano. Si può verificare sul sito web del fotografo che più piace.

Questo è un punto che trova risposta solamente in base ai gusti personali, tuttavia io esporrò il mio.

Trovo fondamentale seguire 3 linee guida abbastanza banali, ma che non sempre è facile rispettare: comodità, praticità, non dare nell’occhio.

Per il primo punto io prediligo le borse fotografiche, invece che gli zaini. Ovviamente dipende sempre dal posto in cui si andrà, ma al 90% se è un posto dove si può alloggiare, quindi dove l’ unico peso è l’attrezzatura, la borsa, secondo me, è molto più di aiuto.

Al secondo punto, la borsa, appare ancora, per un motivo molto semplice: si può gestire tutto senza togliersi nulla dalle spalle, o addirittura, camminando. Si può avere accesso ai documenti senza perdere tempo e si può proteggere il carico ponendolo frontalmente a noi. La borsa offre, inoltre, la possibilità di fare il cambio di lenti in maniera molto più rapida.

Strano ma vero, la borsa, anche nel terzo punto è presente. È piccola, in genere è nera, o comunque di colori non sgargianti, e si trova in una posizione dove l’occhio umano, generalmente, non mette per primo lo sguardo.

Per quanto riguarda il cosa mettere nella borsa, o zaino, è più complesso. Si deve capire che generi di foto si andranno a fare e di conseguenza quali focali prediligere. Io di solito porto un fisso luminoso “tuttofare”, come il 35mm f2 D e uno zoom grandangolare luminoso come un 15-30 2.8.

Qui una lista delle mie scelte per tutti i marchi.

– 35mm, 35mm equivalenti o focali simili:

– Zoom grandangolari luminosi (e non) per tutte le marche:

Questa è la mia borsa: clicca qui

Questo invece è un laccio unico da polso, avvolto su se stesso, quindi molto resistente, che mi permette di fare a meno della tracolla classica, ma allo stesso tempo mi fa avere sicurezza nel tenere la macchina lontano da furti e cadute: clicca qui

Fotografare viaggiando
La Boqueria, Barcellona, Nikon D810, Nikon 35 f2D. Foto di Jacopo Urbani

  • Come comportarsi

Da non fraintendere. Questa non vuole essere una spiegazione del tipo di carattere da  avere paese per paese, bensì vuole essere un insieme di consigli per gestire le situazioni al meglio.

Generalmente, il più delle volte, nei viaggi, il soggetto immortalato sono le persone. Proprio da qui deve nascere la  consapevolezza e l’ “etica”, se così si può definire.

Il consiglio è quello di andare in paesi “Photo Friendly”, come l’India, l’europa in generale e alcune parti dell’est. Qui Mitchellkphotos approfondisce l’argomento.

La linea guida generale da seguire è quella dell’instaurare un rapporto con la persona prima dello scatto, in modo da creare quel legame che solo la foto può immortalare, portare sempre rispetto all’ interlocutore/soggetto e, in posti poveri, se richiesto, lasciare qualche moneta o dono per calmare le acque in casi particolari. Jason Lanier  ha affrontato questo discorso qui. Ovviamente non è un comportamento da replicare in ogni posto dove si va, ma se serve non fa mai male ricordarlo. Ultimi consigli che posso darti dalla mia piccola esperienza è di evitare zone poco sicure di notte, meglio visitarle di giorno (banale ma non troppo) e infine di non dare troppa confidenza a gente che cerca di avvicinarti facendoti le classiche domande: ” Da dove vieni? Che macchina è?” ecc…

Come detto sopra viaggiare è bello, basta essere responsabili e organizzati per evitare spiacevoli situazioni.

Jacopo Urbani
Sono un fotografo di Roma, ho 20 anni e mi occupo di reportage e ritratti.

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