Gabriele Micalizzi: il fotoreporter rimasto ferito in Siria

Approfondimenti Cronaca Fotografica Gabriele Micalizzi: il fotoreporter rimasto ferito in Siria

Uno dei fotoreporter, più brillanti del panorama italiano, era rimasto ferito lo scorso 11 febbraio a seguito dell’esplosione di una granata.

Gabriele Micalizzi è un fotoreporter Milanese di 35 anni.  Presente in moltissimi fronti di guerra, come testimoniano gli splendidi reportage che si possono trovare sul suo sito. Questa volta, però, l’ennesima zona bellica, poteva essergli fatale.

Lo scorso 11 febbraio, Gabriele si trovava a Baghuz Tahtany, un paese del Sud-Est siriano, nell’area di Deir el-Zor. Le forze armate degli USA, combinate con quelle Francesi, e con l’aiuto dei curdi, stavano preparando l’offensiva per respingere circa 600 estremisti dell’Isis che avevano assediato la zona.

Era arrivato in quella zona insieme ad un inviato del Giornale, Fausto Biloslavo. Mentre Biloslavo stava per andarsene dalla zona, Gabriele aveva deciso di rimanere ancora una settimana, poiché voleva documentare “la caduta dell’ultimo fazzoletto di Califfato”.

fotoreporter guerra
Foto di Gabriele Micalizzi

Gabriele non era l’unico fotoreporter ad essersi appostato su uno dei palazzi adiacenti alla zona militare, sulla riva orientale dell’Eufrate. Di solito ci sono fotografi di tutto il mondo pronti a riprendere le scene di queste offensive. Infatti con lui c’era un fotoreporter brasiliano, Gabriel Chaim, della CNN.

Ed è una benedizione la sua presenza.

Proprio il palazzo su cui si erano appostati, viene raggiunto da una granata lanciata da un RPG. L’esplosione è forte ed avviene più vicino a Gabriele Micalizzi, il quale è investito di schegge. Il giubbotto anti proiettile preserva la vita del reporter italiano, che rimane però lacerato nelle parti di volto non coperte dall’elmetto.

L’intervento di Chaim è fondamentale, chiede immediatamente soccorso perché si rende conto che le ferite riportate dal suo collega sono gravi.

fotoreporter gabriele

Gabriele viene immediatamente portato con un elicottero nell’ospedale di campo, della base americana di Omar Field, a Bagdad.  Viene operato d’urgenza e nelle ore successive all’attacco è tenuto sotto osservazione. Fortunatamente viene dichiarato fuori pericolo di vita quasi nell’immediato.

Ma Gabriele non è rimasto del tutto illeso.

Nelle 24 ore successive all’intervento chirurgico, Gabriele ha problemi di vista dall’occhio sinistro, a causa di una lesione del nervo ottico. Anche i suoi colleghi temono che la vista sia persa definitivamente, compromettendo così la possibilità, per il fotoreporter, di tornare a raccontare quello che si vive nei paesi in guerra.

Fortunatamente la smentita arriva dallo stesso Gabriele, che comunica a parenti e giornalisti, che la sua vista è recuperata. L’intervento avvenuto nell’ospedale Iracheno è perfettamente riuscito. Ma anche se il peggio è scampato, il fotoreporter ha riportato altri danni fisici, dovuti all’esplosione della granata. Ha subito un amputazione di due falangi del dito medio e mignolo della mano destra, ha il braccio sinistro fratturato e l’udito dall’orecchio sinistro è compromesso, anche se recuperabile.

Micalizzi ha fatto ritorno in Italia la scorsa domenica, ed ora è in cura presso l’ospedale San Raffaele di Milano.

La procura di Roma, ha aperto un fascicolo per attentato con finalità di terrorismo. L’indagine è coordinata dal sostituto procuratore Sergio Colaiocco che ha affidato la delega ai carabinieri del Ros. Il tutto, in comunicazione con le autorità di Bagdad per ricostruire i fatti completi.

Qui potete trovare l’intervista di Fausto Biloslavo, sulle condizioni di Gabriele al momento del ritorno a Milano.

Con la sua dedizione per questo lavoro, Gabriele ha dato vita a dei lavori magnifici che testimoniano le crudeltà delle guerre.

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Foto di Gabriele Micalizzi

Prima di divenire un reporter di guerra, Gabriele lavora per le cronache di Milano. Dopo il diploma all’Accademia delle Belle Arti, comincia ad interessarsi delle crisi nel medio oriente. E così inizia la sua carriera. Gabriele è stato testimone di molteplici conflitti. Tunisi, Cairo, Bangkok, e Gaza solo per citarne alcuni.

Nel contempo, ha partecipato nel 2016 al talent che ha preso vita per mano della piattaforma televisiva Sky, Master of Photography. Vincendo la prima edizione, ha dato nuovo lustro alla categoria di fotografi, che tutti i giorni rischiano la propria vita per farci capire cosa possa essere la guerra.

Per questo possiamo solo ringraziare Gabriele Micalizzi, e tutti i fotoreporter sparsi nelle zone di conflitto.
Simone Spinedi
Mi chiamo Simone Spinedi, ho 23 anni e sono un fotografo e graphic designer di Roma. Mi piacciono tutte le forme di comunicazione dove puoi esprimerti liberamente.

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