Il Flash: differenze tra pop-up e slitta

Guide Impariamo a fotografare Il Flash: differenze tra pop-up e slitta

Il flash è uno strumento molto utile ed importante in fotografia. Andiamo a vedere le differenze tra i due principali tipi

Ai nostri giorni, le macchine fotografiche sono sempre più all’avanguardia nel campo tecnologico. I sensori delle ultime generazioni sono ultra potenti e permettono di gestire il rumore digitale in modo ottimale anche ad alti livelli ISO. Tuttavia, in alcuni casi, nulla può sostituire uno degli accessori più utilizzati nella storia della fotografia, il flash. Ed è anche molto chiaro e semplice il perché.

Mentre il sensore amplifica il segnale luminoso che arriva dall’ambiente, per permettere alla scena di essere più luminosa, il flash genera direttamente l’elemento essenziale, ovvero la luce. Oggigiorno anche questo strumento ha subito un’evoluzione tecnologica avanzata, che ha dato vita a differenti tipologie.

Oggi andremo a vedere in generale due tipi di flash, quello esterno, anche detto a slitta, e quello integrato alle macchine fotografiche, meglio noto come pop-up.

È bene precisare che le macchine fotografiche professionali generalmente non presentano il flash pop-up.

flash pop up

Il flash pop-up

Questo tipo di lampeggiatore è comparso nella storia recente della fotografia.
Data la produzione di macchine fotografiche meno complesse, adatte ad un pubblico amatore, le case produttrici capirono che in pochi avrebbero comprato i dispositivi esterni.

L’intuizione fu quella di inserire il flash all’interno del corpo macchina, in uno scomparto nascosto, facendolo spuntare fuori – da qui deriva il termine pop-up –  con un interruttore.
L’esperimento è riuscito a tal punto che oggi anche alcuni modelli di macchine compatte ne usufruiscono.

Il flash pop up utilizza una lampada di ristrette dimensioni, che inficia sulla portata del lampo. Generalmente il numero guida dei flash incorporati, un valore che serve a capire la relazione tra la potenza e la distanza, varia tra 9 e 15.
Già da un paio di generazioni, i firmware delle macchine entry level e semi professionali, permettono di variare leggermente le impostazioni del flash, cosa che non è sempre stata possibile.

Gli integrati moderni usufruiscono della tecnologia TTL (Trough The Lens) che permette di utilizzare in modo intelligente la potenza della lampada. Grazie a una misurazione preventiva, la lampada si carica solo della potenza necessaria al raggiungimento della corretta esposizione. In questo modo, le luci generali della fotografia sono bilanciate e non bruciate.

flash pop up 2

Il principale difetto è la durezza del lampo, che a volte genera ombre nette ed una luce molto concentrata. Anche in questo caso però, negli ultimi anni sono nati dei diffusori fatti appositamente per questo tipo di flash, che ne migliorano leggermente l’efficacia.
In ogni caso l’utilizzo dell’integrato è limitato ad alcune funzioni, data anche la posizione in asse con l’obiettivo, che non permette di angolare il punto luce.

Il flash a slitta

L’accessorio fotografico per antonomasia.

flash slitta1

In pochi sanno che il prototipo di uno strumento molto simile a quello che noi oggi chiamiamo flash, esiste da prima ancora che nacque la fotografia!
Nei primi anni del 1800, alcuni scienziati svilupparono un apparecchio che, grazie alle emulsioni di magnesio, emetteva una luminescenza simile ad un lampo. Grazie a questi esperimenti, i precursori del flash moderno venivano utilizzati in fotografia nello stesso modo in cui noi li usiamo oggi. Ancor di più a partire dal 1860 quando il costo del magnesio ebbe un crollo definitivo, e fu fruibile molto più facilmente.

flash antico

Il passo successivo avvenne nel 1929 quando presero piede dei bulbi di vetro nel quale una piccola porzione di ossigeno a bassa pressione veniva fatta esplodere bruciando sottili fogli di magnesio. Il tutto generava un brevissimo lampo.

Ed infine a partire dal 1935 cominciò l’utilizzo dei moderni flash elettrici che impiegavano contatti per l’accensione automatica e la sincronia del lampo.

Nel corso degli anni è stato implementato dallo sviluppo di lampade sempre più compatte, fino ad arrivare a quelle che conosciamo oggi.

Il flash a slitta è sicuramente uno strumento più versatile rispetto a quello integrato. Possiede il vantaggio di poter essere utilizzato separatamente dalla macchina fotografica, grazie ai trigger. Radiocomandi progettati appositamente per mantenere in contatto il dispositivo e la macchina grazie alle frequenze, che consentono di utilizzare la tecnologia TTL anche da esterno.

Questo comporta la possibilità di decidere l’angolazione da dare al nostro punto luce aggiuntivo, rispetto al soggetto.

Inoltre i flash a slitta possiedono una parabola più grande, con un maggiore numero guida che può arrivare anche a 60. Quindi la portata in metri è più grande.

Di contro questo lampeggiatore, ha il fattore ingombro, più grande rispetto al pop-up sia utilizzandolo a slitta sulla macchina, che esterno alla macchina. Ed il fattore dell’energia, poiché bisogna munirsi di molte pile dato l’alto consumo.

Essenzialmente il flash a slitta ha due modi di utilizzo, come abbiamo già detto: sulla macchina od esterno.

Il lampeggiatore a slitta, solitamente, ha la testa snodabile, ed inclinabile. Il che vuol dire che in entrambi i casi possiamo dirigere, più o meno, la luce dove vogliamo. Se dobbiamo effettuare un servizio fotografico in un ambiente chiuso, possiamo tenere la testa dritta ed il lampo rimbalzerà sul soffitto tornando indietro con una luce diffusa, oppure possiamo ruotarlo di 45 o 90 gradi ed utilizzare le pareti circostanti.

Infine abbiamo la possibilità di decidere anche l’intensità della luce, in modo manuale, quindi scegliendo singolarmente il valore della potenza, o sfruttando la tecnologia TTL. Messa a punto negli anni 80, questa tecnologia permette al flash di effettuare una lettura dell’esposizione circostante. In questo modo regola automaticamente l’intensità del lampo, necessario al raggiungimento della corretta esposizione.

In ogni caso, che sia incorporato od a slitta, il flash è essenziale in alcune situazioni, dove la luce naturale o dell’ambiente in cui siamo, non gioca a nostro favore.

flash slitta3Senza dilungarci in numerosi consigli, un ottimo flash per iniziare (e poi continuare, data la sua compatibilità con il sistema Godox) è il TT350 (C è la versione Canon, F per Fujifilm, N per Nikon e via dicendo), o qualcosa di più potente come il V860; di come utilizzarli con il resto dei prodotti dell’azienda, parleremo in seguito. Altrimenti, per qualcosa di più economico, il Neewer 565EX (i-TTL per Nikon, E-TTL per Canon).

Simone Spinedi
Mi chiamo Simone Spinedi, ho 23 anni e sono un fotografo e graphic designer di Roma. Mi piacciono tutte le forme di comunicazione dove puoi esprimerti liberamente.

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