L’autoritratto: cosa rappresenta e qual è la sua importanza?

Approfondimenti L'autoritratto: cosa rappresenta e qual è la sua importanza?

L’autoritratto è sempre esistito, inizialmente nella pittura e poi nella fotografia. È visto come una possibilità per approfondire la tecnica, oltre che una ricerca personale e intimista. Proprio per questo, gli autoritratti possono essere considerati un’occasione di studio, privilegiata ed esclusiva, finalizzata ad analizzare il rapporto che abbiamo con la nostra immagine.

Scattare un ritratto

Se sei un fotografo ritrattista, saprai che bisogna prima di tutto entrare in connessione con il soggetto ritratto. Il potersi immedesimare in lui, capire come si sente dall’altra parte dell’obiettivo, può aiutarti ad prendere alcuni accorgimenti in modo da farlo sentire a proprio agio. Infatti, posare davanti a una macchina fotografica, non è così semplice come potrebbe sembrare.

Il metterti di fronte alla tua macchina fotografica, oltre a farti perdere la timidezza e l’imbarazzo iniziale, ti farà comprendere cosa provano le persone che vengono da te immortalate.

Questo è solo uno degli aspetti di cui tener conto quando si scatta un autoritratto.

Infatti, secondo il fotografo sud coreano Park Sung Jin, Dietro ogni ritratto si nasconde un autoritratto del fotografo“. Dopotutto, quando scatti un ritratto influenzi il soggetto in tanti modi, lo ritrai con i tuoi occhi e con la tua fotocamera. Sarà quindi una rappresentazione di quel soggetto secondo i tuoi occhi.

L’autoritratto come l’essenza di sé stessi

Quindi, quando decidi di scattarti un autoritratto, non stai forse ritraendo te stesso senza influenze esterne? Se così fosse, questo potrebbe essere considerato il modo di catturare la vera essenza di una persona? O almeno di raffigurare ciò che pensi di te.

Tanti famosi fotografi, nel corso degli anni, si sono scattati degli autoritratti.

Autoritratto
Autoritratto della fotografa statunitense Vivian Maier, 1957.

Autoritratto
Autoritratto di Robert Doisneau, 1947.

Selfie vs Autoritratto: le differenze

L’autoritratto è infatti uno strumento introspettivo, che ci aiuta a guardare dentro di noi. Non è come un selfie, entrambi sono autoscatti ma non sono la stessa cosa.

Non è lo strumento con il quale vengono realizzati a fare la differenza, smartphone o macchina fotografica. Le differenze stanno innanzitutto sul fine per il quale si scattano: mentre l’autoritratto, oltre che essere una forma di ricerca personale, viene realizzato non per forza per essere condiviso, il selfie tendenzialmente sì. Quest’ultimo infatti viene scattato con più velocità e fretta rispetto al primo.

Selfie

Altra differenza sta nella realizzazione. L’autoritratto infatti richiede maggior attenzione, sia pre-scatto che durante lo stesso. In genere necessita di uno studio della composizione fotografica e un’attenzione ai dettagli superiore. Spesso viene studiato e pensato prima di essere effettivamente scattato.

Proprio per questo motivo non si può improvvisare un autoritratto, cosa che invece accade con un selfie.

Perché scattarsi un’autoritratto?

Oltre a fare pratica fotografica, esercitarti e migliorare, puoi scattarti un autoritratto per prendere confidenza con la tua macchina fotografica, per comprendere l’utilizzo della luce e per capire le pose migliori da assumere in una foto. Inoltre se avrai bisogno di una foto non dovrai chiederla a nessuno, perché puoi scattartela da solo! Hai bisogno solo di un cavalletto, di una fotocamera e di un telecomando con lo scatto remoto (o di una camera con connessione Wifi). Cosa stai aspettando?

Elena Maggiulli
Nata nel 1992 a Roma. Lavora come Fotografa e Social Media Manager ed è laureata in Organizzazione e Marketing per la Comunicazione di impresa. La sua grande passione è la fotografia di ritratto.

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