Le regole del caso – Willy Ronis

Recensioni Le regole del caso - Willy Ronis

“Fotografare sottintende un’intenzione, è un atto volontario, dettato da una motivazione individuale”

Queste sono le parole con cui Ronis introduce il suo libro, una raccolta di 120 tra le sue migliori fotografie. Ma andiamo per gradi.

Le regole del caso – Willy Ronis

  • Autore: Willy Ronis
  • Data di uscita italiana: 2011
  • Edizione originale: Derrière l’objectif de Willy Ronis, 2001
  • Editore: Contrasto
  • Edizione: 175pp, copertina flessibile
  • Prezzo: Euro 16,91

L’autore

Autoportrait aux flashes ©Willy Ronis
Autoportrait aux flashes ©Willy Ronis

Di origini ebraiche, Willy Ronis si inserisce all’interno della corrente umanista della fotografia, al pari di altri grandi nomi come Robert Capa. Considerato tra i più importanti fotografi francesi, nel 1951 viene inserito nella mostra Five French Photographers del Museum Of Modern Art di New York, insieme a Bresson, Doisneau, Brassaï e Bidermanas. Collaboratore di alcune prestigiose riviste come Life, Time e Regards, era inoltre uno degli esponenti di spicco dell’agenzia Rapho.

Sommario editoriale

Il volume presenta 120 immagini selezionate dallo stesso Willy Ronis. Più o meno note, queste fotografie sono tutte molto rappresentative del suo percorso e permettono all’autore di suggerire, per noi, ricordi e riflessioni. Attraverso l’analisi dei suoi provini a contatto, Ronis traccia il “viaggio” che lo conduce a scegliere l’immagine finale, quella che sarà la più compiuta ed equilibrata. Cosa rende indimenticabile una foto colta al volo? Una specie di alchimia unica, un composto di presentimento e imprevisto, di professionalità e istinto. In cinque parole chiave – Pazienza, Riflessione, Caos, Forma e Tempo – Willy Ronis ci introduce al suo lavoro e ci offre una lezione magistrale di fotografia.

Sintesi

come avrete già capito dal sommario editoriale, il saggio è essenzialmente diviso in cinque parti.

1. Pazienza:

“Cammino a caso per la città. Ho trovato un posto che difficilmente lascerò perché sento che proprio qui può succedere qualcosa. All’improvviso mi viene offerta una fotografia e subito scatto poiché la visuale è perfetta e non ho alcuna intenzione di andarmene.”

2. Riflessione:

“È di solito con l’istinto, con l’intuizione che do il meglio di me ed è una fortuna nella misura in cui l’urgenza di certe situazioni esige una reazione immediata. Ma nelle fasi calme, in cui posso disporre di un po’ più di tempo, la riflessione offre vantaggi che non sono da sottovalutare.”

3. Caso:

“Ci si potrebbe sorprendere, non delle sorprese del caso, – sono così frequenti – ma del fatto che il fotografo sia spesso presente per coglierle.”

4. Forma: 

“Il senso di un’immagine dipende dall’articolazione dei segni intellegibili contenuti sulla sua superficie. Quella che da sempre viene detta composizione è il prodotto di un certo equilibrio, non sempre lo stesso (variabile secondo periodo o cultura), ma assolutamente sottomesso ai criteri d’intelligibilità del destinatario.”

5. Tempo:

“Non si tratta del tempo che fa, ma del tempo che passa. Ogni fotografia mostra il suo carattere cronologico e può pretendere di scrivere la storia: che si tratti di piccole storie (scene di vita quotidiana, foto di famiglia, ricordi di ogni tipo) o di storia contemporanea (guerre, incoronazioni, esequie nazionali, moti sociali, ecc). Si smarca, da questo punto di vista, dalla pittura storica che, tranne qualche eccezione (giuramento della Pallacorda, incoronazione di Napoleone), si interessava a un passato più o meno recente (Ratto delle Sabine, Morte di Sardanapalo, Apoteosi d’Omero, ecc).”

Chi meglio di Ronis stesso poteva essere in grado di descrivere queste cinque sezioni? Sezioni che non consistono in compartimenti stagni, ma più in una sorta di “classificazione flessibile”. Lo stesso autore, infatti, afferma che alcune fotografie potevano essere inserite in punti differenti della raccolta.
Ma perché allora questa divisione? Per Ronis, “le regole del caso” non è un volume scritto con l’intento di fare da “corso di fotografia”; bensì, è più un “percorso individuale” con cui, attraverso cinque parole chiave, egli ci guida attraverso il suo lavoro. Ed il suo lavoro è notevole. Vedere Parigi fotografata nell’arco di decenni – nonostante siano presenti anche altre località – scorrere tra le foto, scorrendo allo stesso tempo gli anni, anche se non linearmente, si dimostra estremamente interessante, grazie alla “compagnia” di Ronis.

Le mendiant-musicien du pont des Arts ©Willy Ronis
Le mendiant-musicien du pont des Arts ©Willy Ronis

Ogni fotografia è infatti preceduta da un testo, ed in genere anche dai provini. Testo che non è una mera descrizione della scena, ma più un piccolo racconto, dal come la foto è stata scattata, alla scelta tra i provini, allo stato d’animo del fotografo durante lo scatto, al perché si trovava lì in quel momento. Ne è un esempio eccellente Le mendiant-musicien du pont des Arts, scatto che viene accompagnato da una accurata spiegazione, sia della scena, che della scelta tra i provini.

Conclusione

In definitiva, Le regole del caso non è affatto un libro inteso come un corso di fotografia. Nonostante ciò, può donare interessanti spunti di riflessione sulla street photography: su come uno tra i più importanti maestri francesi pensasse allo scatto, ed in seguito alla scelta di esso; su quali fossero i suoi obiettivi, su cosa fosse a portarlo a quel singolo scatto. Il libro in sostanza ci permette di entrare nella mente di Ronis; un Ronis che sì cambia, si evolve con il passare degli anni, ma la cui forma mentis rimane immutata. Verso la fine della raccolta infatti, sono numerosi i rimandi tra fotografie scattate in decenni differenti, segno di una linea di continuità nel suo lavoro. È un libro che mi sento di consigliare, ma ovviamente ha i suoi limiti. Chi cerca un manuale tecnico, ne rimarrà deluso. Ma il suo punto di forza è proprio questo, perché la fotografia non è solo tecnicismi.

Le regole del caso è disponibile su Amazon

Leonardo Monaco
Vicedirettore di Shotlight e studente di Ingegneria a Tor Vergata. Appassionato praticamente di tutto ciò che le arti hanno da offrire, dal cinema alla musica, compresa ovviamente la fotografia, lato ingegneristico e lato artistico. Globetrotter, assiduo lettore di romanzi, fumetti e saggi, amante di storia, e chi più ne ha più ne metta. Avere pochi interessi non fa per me

Rispondi

Consigliati dalla redazione

Popolari