Nikon “F-Mount”… il mito intramontabile?

Il 2018 segnerà la fine del Mount col più ampio parco ottiche della storia della fotografia?

Guide Nikon "F-Mount"... il mito intramontabile?

Ora più che mai è doveroso parlare del cambiamento che sta sconvolgendo il mondo della fotografia.

Il Photokina passato ha dato prova di come la tecnologia si stia evolvendo verso uno sviluppo dei sistemi mirrorless, ormai sempre più richiesti dai consumer di tutto il mondo, a discapito del mercato delle Reflex.

E così, dopo Sony, che è stata la portabandiera di questo lento ma inesorabile cambiamento, si sono aggiunte (nel mercato full frame mirrorless) anche Panasonic, Canon e soprattutto Nikon.

Oggi infatti voglio parlare di ciò che è stato un caposaldo della fotografia, che tiene banco da quasi 60 anni: il Nikon F-Mount, o attacco Nikon che dir si voglia.

Ma siamo davvero di fronte ad un attacco a baionetta immutato nel tempo? purtroppo no (Sigh!).

Durante il corso degli anni Nikon ha apportato varie modifiche ai mount delle lenti Nikon, facendo si che spesso, anche lenti datate pochi anni, non vadano più bene per i nuovi corpi macchina.

Andiamo ora ad analizzare quando e come questo Mount è cambiato nel tempo.

  1. TUTTO NACQUE NEL LONTANO 1959… CON LA NIKON F (E KEVIN SPACEY)

    Nikon F

    Era, come ho detto, il lontano 1959; alla voce “nati” se scorrete sulle pagine online, vedrete come quest’anno rampante abbia dato i natali a personaggi illustri come: Rupert Everett (sex symbol, e grande fonte di ispirazione per Tiziano Sclavi durante la creazione di un certo Dylan Dog… Non sapete chi è ?! AH!!! marraniiiii!!!…), o l’irreprensibile Kevin Spacey.

    In concomitanza con queste persone di spicco, anche la Nikon volle farci un bel regalo, con la sua prima fotocamera reflex analogica: la Nikon F; e con essa il Mount che avrebbe segnato la storia della casa nipponica.

    Con l’uscita della Nikon F, arrivano le prime lenti prodotte, conosciute oggi con la dicitura “Non-Ai”. La sigla non si riferisce all’intelligenza artificiale, bensì indica che le lenti non trasmettono informazioni alla camera stessa: la sigla infatti sta per AUTO INDEX.

    lente Non-AI

    Le lenti sono caratterizzate dall’avere una coppia di lamine definite: Metering Coupling Shoe, per gli amici invece “Rabbit Ears” (orecchie di coniglio, che nome simpatico!). Questi tipi di obiettivi non possono essere montati sulle reflex digitali, a meno che non vogliate romperne lo specchio, in quel caso buon divertimento! L’unico modo per utilizzare queste lenti è adattandole.

    Le uniche macchine su cui è possibile utilizzare le lenti sopracitate, sono tutte quelle messe in commercio prima della comparsa delle “Lenti Ai” (di cui ora mi accingo a parlare, non siate impazienti!), e le reflex  dotate di un piccolo gancio pieghevole posto sulla baionetta, come la Nikon Df, progettata per essere compatibile con numerose lenti vintage, senza incorrere in spiacevoli inconvenienti.

    gancio pieghevole posto sull’anello delle reflex Nikon, e come in questo caso sulla Nikon DF
  2. 1977 E LE LENTI AI! (ED INIZIANO I DOLORI)
    Dopo una piccola, ma intensa, pausa caffè arriviamo verso la fine degli anni ’70. Nel 1977 la Nikon porta sul mercato un’innovazione posta sotto la ghiera di diaframmi degli obiettivi, nascono le lenti “AI”.

    lente AI

    Ma in che consiste questa innovazione?! E’ presto detto. E’ una semplice flangia, posta sotto la ghiera dei diaframmi, che viene denominata Meter Coupling Ridge”, che permette una migliore interazione tra obiettivo e macchina, fornendo maggiori informazioni a quest’ultima, al fine di ottenere una lettura corretta e ottimale dell’esposizione… Non ci avete capito nulla?! Beh niente paura lo rispiegherò in due parole.

    Praticamente è un anello che permette una precisa l’esposizione della foto che ci accingiamo a scattare. Tutto qui.

    Per permettere il continuo uso sui vecchi corpi non vengono eliminate le “Rabbit Ears”.

  3. IL QUARTO SEGRETO DI FATIMA, LA “S” NEGLI OBIETTIVI “AI-S”Scienziati si sono dibattuti sulla provenienza della sigla “S” apparsa nella nuova linea di lenti prodotte dalla Casa Giapponese a partire dal 1983. La teoria più accreditata è che sia tutto frutto di un condizionamento alieno e che la sigla non abbia nessun senso; io non ci credo, quindi propenderò per la seconda ipotesi, quella che la “S” stia per “Signal Notch” (tradotto letteralmente in “ricettore di segnale”).

    Lente AI-s
    Lente AI-s

    Il “Signal Notch” non è altro che una flangia aggiuntiva che permette di poter avere un controllo dell’apertura direttamente in camera, impostando così il diaframma senza mettere mano sull’obiettivo.

  4. 1986: ODISSEA NELLE AF
    In questo anno epocale abbiamo la svolta!
    Addio lenti con messa a fuoco manuale!
    Benvenute lenti con messa a fuoco automatica!
    Ma vi siete mai chiesti come funzionano le lenti AF delle vostre Nikon? Ci pensa il vostro amichevole Vincenzo di quartiere. In maniera semplice.Le lenti AutoFocus (inutile dire che questo è il derivato dell’acronimo AF, ma fingiamoci ignoranti e specifichiamolo lo stesso), sono dotate di una vite che va a collegarsi con un dente sporgente situato sull’anello delle macchine fotografiche, al quale attraverso i contatti della CPU (dei contatti elettronici posti sull’obbiettivo) consente l’attivazione del motore del focus, permettendo alla camera di focheggiare in maniera autonoma così da acquisire facilmente il soggetto e riuscire a metterlo a fuoco con precisione.

    Vite dell’autofocus e interfaccia CPU.

    Grazie all’interfaccia CPU, la macchina acquisisce tutte le informazioni dell’obiettivo, che poi verranno trascritte nei dati EXIF.

  5. RITORNA IL SEGRETO DELLA “S”, 1998 E LE LENTI AF-S
    Stavolta il significato della “S” non è stato un problema trovarlo, infatti questa sigla indica il nuovo motore di messa a fuoco “Silent Wave”, ovvero un motore ultrasonico, che con delle vibrazioni dei componenti meccanici all’interno della lente permette di mettere a fuoco in maniera più rapida e silenziosa, rispetto alle normali lenti AF.

    105mm f/1.4 Nikkor G
    Lente Nikon AF-s, con gli switch per passare dalla messa a fuoco automatica (M/A) a quella manuale (M)
  6. AF-S VS AF-P: SCONTRO FINALE
    Siamo quasi arrivati ai giorni nostri, il balzo indietro che andremo a fare e relativamente breve. Nel 2016 l’azienda di Tokyo rilascia delle nuove lenti autofocus che portano la dicitura “AF-P”. A guardare le nuove lenti sembra che non ci siano sostanziali cambiamenti, se non delle migliorie a livello tecnologico, che permettono una messa a fuoco più rapida ancora rispetto alle “AF-S”. Invece dopo un’attenta osservazione notiamo che gli switch posti sull’obiettivo per il passaggio da MAF automatica a quella manuale, e quello che permette di disabilitare la stabilizzazione (VR), sono stati omessi, potendo essere modificate queste impostazioni solo in camera. Sfortunatamente non tutte le reflex sono dotate di queste regolazioni all’interno del menù, rendendo le lenti incompatibili con macchine fotografiche precedenti al 2013.

    Nikkor G
    Notiamo la mancanza degli switch laterali nella lente AF-P qui a destra, che invece si trovano nelle altre due lenti AF-S qui sopra riportate.

    Questo non rende quest’ultime lenti inutilizzabili da corpi macchina leggermente più datati, ma si può incorrere in qualche problema. Per esempio tenendo abilitata la stabilizzazione durante uno scatto su treppiedi, la foto potrebbe risultare mossa.

    Da anni la guerra all’obsolescenza portata avanti da Nikon ha reso possibili sì innovazioni tecnologiche, che hanno consentito di costruire lenti di primissima fattura, ma è anche vero che questo progresso tecnologico spesso è andato a discapito dei propri consumatori, che si sono trovati in mano reflex divenute già obsolete nella generazione immediatamente successiva.

    Ne è l’ultima prova la nascita del nuovo Mount-Z, che potrebbe porre fine al sistema reflex Nikon, e quindi costringere i clienti fidelizzati, a sostituire il loro vecchio corredo per abbracciare il più nuovo e tecnologico sistema mirrorless.

    Nikon Z-Mount
    Il nuovo sistema Mirrorless NIKON Z

    E’ corretto il comportamento da parte di Nikon di apportare modifiche eccessive in campo tecnologico, per stare un passo avanti alle dirette concorrenti (per altro non riuscendoci), anche a discapito della clientela che da sempre è affezionata al brand?

  7. Sarà il Mount-Z a sancire la definitiva scomparsa del sistema reflex Nikon e con essa il sistema F-Mount?Vuoi scoprire tutto sulle sigle Nikon? Dai uno sguardo qui: (PARTE 1; PARTE 2).
Vincenzo Commodari
-appassionato di fotografia specialmente nel portrait e streetphotography- mi vedo come un nerd con una macchina fotografica in mano! -non disdegno infatti games, film, serie tv, ecc ecc- Sith per scelta.

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