Obiettivi del sistema V per Hasselblad 500

Un piccolo vademecum tra le diverse sigle delle lenti per la Hasselblad 500C, la 500C/M e via dicendo, tra elementi flottanti, multicoating e altre stranezze.

Guide Obiettivi del sistema V per Hasselblad 500

Questa non vuole e non può essere una guida esaustiva del sistema V, che per chi se lo stesse chiedendo, è il nome dato al sistema una volta conosciuto come “sistema Hasselblad” nel 2002, alla nascita del sistema H, e in onore di Victor Hasselblad; una guida del genere richiederebbe diversi articoli, e un fine differente.

Trovo però interessante scrivere una sorta di manuale veloce, per chi si sta approcciando per la prima volta al sistema, e deve districarsi nella marea di siti e articoli, a volte anche in contraddizione tra loro, ottenendo solo l’avere idee ancor più confuse di prima. Non saranno presenti sigle particolari, la cui spiegazione rimando ad un eventuale futuro articolo, o ad altri siti.

Jimi Hendrix fotografato da Gered Makowitz con Hasselblad 500 e 50mm Distagon
Jimi Hendrix fotografato da Gered Makowitz con Hasselblad 500 e 50mm Distagon

Piccola nota: la guida riguarda unicamente le lenti compatibili con la serie Hasselblad 500, non con le 2000, 200, e non con la SWC – e qui qualcuno mi dirà: “grazie, quella macchina ha la lente attaccata!”, sempre meglio specificarlo.

Le sigle

  • C: sta per Compur Leaf Shutter. L’otturatore (Compur è il nome) “a foglia” è interno alla lente. Questa è la prima serie di Obiettivi costruiti da Zeiss (con l’eccezione di uno zoom costruito da Shneider) per le Hasselblad 500. Le lenti sono cromate, e dotate di una serie di particolari interessanti. Hanno degli indicatori automatici di profondità di campo; l’attacco PC sync; un selettore per la sincronizzazione del flash, disponibile in X (flash elettronico), M (lampadina), V(autoscatto); la ghiera di selezione dell’esposizione va da 1/500 a 1 sec e posa B. Oltre la posa B, sono presenti dei numeretti in verde, che indicano l’esposizione consigliata per una data situazione luminosa; la ghiera dell’apertura e quella dei tempi sono infatti collegate, in modo da poter scegliere differenti combinazioni per la stessa esposizione.
  • C T*: aggiunta del rinomato multicoating T* Zeiss. Al contrario delle produzioni normali però, il rivestimento è studiato su ogni singola lente, e non su tutta la serie; ciò dona una uniformità nella resa tra le diverse lenti altrimenti impossibile da ottenere. Le prime lenti T* del sistema, furono prodotte cromate, per poi passare al nero. I vantaggi del rivestimento a multistrato sono evidenti: maggior contrasto, e resa decisamente migliore in situazioni di luce difficile.
  • CF: La F sta per Focal Plane Shutter. Queste lenti sono compatibili anche con le Hasselblad dotate di otturatore interno. Sono obiettivi ridisegnati, anche se spesso otticamente uguali ai precedenti (con alcune eccezioni). Colorazione nera, l’otturatore Prontor sostituisce il Compur (anche se la sigla rimane la stessa), per un minor costo ed una maggiore affidabilità. Scompaiono gli indicatori automatici della profondità di campo e i numeretti verdi oltre la posa B. Esternamente, la costruzione è differente, con ghiere in gomma più facili da usare.
  • FLE: floating element. Utilizzato per i 40mm e 50mm CF, indica la presenza di un elemento flottante all’interno della lente. E’ presente infatti una seconda ghiera per muoverlo, e ha lo scopo di migliorare la resa dell’obiettivo sotto i 4 metri.
  • CB: versione “economica” delle lenti CF, otticamente inferiori.
  • CFiCFE: i sta per “improved design”, è una leggera miglioria delle CF, mentre la E sta per “electronic databus”, indica l’aggiunta di contatti elettronici alla lente.
  • ZV: riproduzione moderna delle vecchie CF; il 50mm però non è FLE.

Beh, è stato decisamente più facile che per Nikon. Ci sarebbe davvero molto altro da dire, ma l’idea di un articolo del genere è l’accessibilità a chi non ha voglia di leggersi 4 pagine di sigle.

Consigli di lettura:

Leonardo Monaco
Vicedirettore di Shotlight e studente di Ingegneria a Tor Vergata. Appassionato praticamente di tutto ciò che le arti hanno da offrire, dal cinema alla musica, compresa ovviamente la fotografia, lato ingegneristico e lato artistico. Globetrotter, assiduo lettore di romanzi, fumetti e saggi, amante di storia, e chi più ne ha più ne metta. Avere pochi interessi non fa per me

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