Obiettivi: lente Full-Frame su sensore APS-C o lente APS-C su sensore Full-Frame?

Guide Obiettivi: lente Full-Frame su sensore APS-C o lente APS-C su sensore Full-Frame?

Meglio montare obiettivi Full Frame su sensore APS-C o obiettivi APS-C su corpo macchina Full-Frame?

Prima di iniziare è doverosa una piccola premessa. Questo articolo non ha la presunzione di essere scientifico. Si tratta di una serie di riflessioni legate ad un particolare tema: usare obiettivi progettati per un sensore di determinate dimensioni, su corpi macchina dotati di un sensore di differente grandezza.

Cominciamo da un grande distinzione:

  1. obiettivi progettati per un sensore Full-Frame montati su corpi macchina dotati di un sensore APS-C;
  2. obiettivi progettati per sensori APS-C, ma montati su macchine fotografiche dotate di sensore Full-Frame.

L’ultima ipotesi non si applica a Canon, dove, se ci tenete al vostro corpo macchina, non farete mai questa scelta (al punto che è impossibile montare gli obiettivi progettati per  APS-C Canon sui corpi macchina Full-Frame del marchio nipponico), e Fujifilm (non hanno una linea Full-Frame sui quali montare le loro ottiche X-Mount). Micro4/3 e MF non entrano nel gioco.

La prima ipotesi: obiettivi Full-Frame su APS-C

Nikon F5
la nikon d1, una delle prime reflex professionali, montava un sensore aps-c, mentre il corpo macchina era “preso in prestito” dalla Nikon F5

I primi anni del digitale sono stati tutti all’insegna di sensori sensibilmente più piccoli rispetto al formato pellicola (il caro vecchio 35mm, portato al successo dalla Leica). In genere con un “fattore crop” pari a 1,5 volte quello del sensore a “pieno formato”. Perché questa scelta? Anzitutto era meno costoso da produrre e progettare e, soprattutto, presentava meno problemi di surriscaldamento, che avrebbero potuto compromettere definitivamente il funzionamento della macchina fotografica. Ultimo dettaglio, riflesso della tecnologia dell’epoca: un sensore più piccolo, unito al minore “pixelaggio” dei primi sensori, consentivano di usare le memory card esistenti all’epoca in relativa tranquillità.

differenza di dimensione tra sensore full frame e aps-c
differenza di dimensione tra sensore Full-Frame e APS-C

Il sensore APS-C occupa la “parte centrale” di quella che è la dimensione un sensore Full-Frame.Il sensore aps-c occupa la “parte centrale” di quella che è la dimensione un sensore full frame

Svantaggi

La nascita della fotografia digitale in formato APS-C ha comportato, nell’immediato, la comparsa del problema dell’adattamento dei propri obiettivi. È risolto dai costruttori “trasportando” la loro baionetta originale anche sui nuovi corpi macchina (Canon EF, Minolta A, Nikon F, Pentax K ). Questa scelta ha implicato alcuni svantaggi:

  • quasi immediata perdita dei “grandangolari”. Vale a dire che moltiplicando per 1,5 la lunghezza focale di ogni obiettivo diventa inevitabile la perdita di parecchi gradi di quello che è l’angolo di visuale offerto dall’obiettivo stesso, proprio perché il sensore va ad occupare solo la parte centrale dell’immagine proiettata dall’obiettivo;
  • il peso: gli obiettivi progettati per sensori Full-Frame, sono generalmente più pesanti di quelli per APS-C. Questo sia per la necessità di avere una proiezione dell’immagine di dimensioni maggiori per coprire l’intero sensore Full-Frame, sia perché, spesso, le ottiche Full-Frame tendono ad essere vendute soprattutto nella loro “versione professionale”, che comporta l’utilizzo di materiale pregiati, resistenti e, quindi, pesanti.
  • cambia la profondità di campo: il fattore crop non influisce solo sulla focale, ma anche sull’apertura. Anche l’apertura andrà moltiplicata per il fattore crop (per ottenere l’equivalente che si avrebbe su Full-Frame), con inevitabili ripercussioni su profondità di campo e bokeh.

Vantaggi

la perdita del grandangolo compensata dal "effetto teleobiettivo" dato dal fattore crop
la perdita del grandangolo compensata dal “effetto teleobiettivo” dato dal fattore crop

  • Per un paesaggista o un fotografo specializzato in foto d’interni o di architettura il crop è un sicuro svantaggio ma, per fotografi naturalisti o sportivi, esso può essere definito come una “manna dal cielo”. Consente a questi fotografi di avere accesso a lunghezze focali maggiori senza dover spendere l’ammontare di denaro necessario per una lente che assicuri realmente quella data lunghezza focale per il proprio sensore. Vediamo un esempio. Ho un obiettivo 200 mm Full-Frame, andando a montarlo su di una macchina fotografica APS-C, la lunghezza focale che effettivamente userò sarà pari a 200m x 1,5 = 350mm. Questo consente di presentare una foto di dettagli presi da lunga distanza senza dover tagliare la foto in post produzione.
  • ad un sensore di minore dimensione corrisponde una profondità di campo maggiore, scattare in iperfocale risulterà più semplice. Lo svantaggio avuto dai paesaggisti dato dall’assenza di grandangolo, viene recuperato in termini di profondità di campo. Consentendo di avere “più paesaggio a fuoco” senza necessariamente ricorrere ad un diaframma più chiuso. Questo permette di evitare il problema della rifrazione, con conseguente perdita di nitidezza della foto.

Falsi Miti

“Se occupi solo la porzione centrale dell’immagine proiettata dall’obiettivo, la foto risulterà più nitida”.
Questo è un falso mito. Gli obiettivi non cambiano le proprie caratteristiche a seconda del corpo macchina sui quali sono montati. La capacità di risolvenza (la capacità dell’obiettivo di proiettare sul sensore dei dettagli molto fini e vicini tra loro), la nitidezza, la qualità costruttiva non cambieranno come per magia. Perché se è vero che, montando una lente FF su APS-C, utilizzeremo quella che è in genere la parte migliore del vetro, cioè quella centrale, è vero anche che la maggior parte delle lenti progettate per Full-Frame non hanno una risolvenza tale da “soddisfare” sensori densi come quelli APS-C.

Al netto del fattore crop, un 105 DC Nikon rimarrà sempre una superbo obiettivo da ritratto. L’obiettivo da solo però, non può nulla. Ci deve essere anche il sensore per fare una buona foto. E se ad esempio sul sensore c’è una membrana per consentire la rimozione polvere automatica, o i pixel sono di una dimensione infinitesimale rispetto a quella per la quale è progettato l’obiettivo, o il sensore ha una risoluzione ancora maggiore rispetto a quanto previsto all’epoca di progettazione e commercializzazione dell’obiettivo, la “nitidezza” verrà comunque sacrificata col risultato di avere una foto non ottimale. Questo proprio perché gli obiettivi Full-Frame sono progettati per dare il proprio massimo su corpi macchina dotati di tale sensore.

Investire acquistando ottiche FF, mantenendo un corpo macchina APS-C ha senso solo se, una volta completato “il corredo” con gli obiettivi più usati, si compie il passo definitivo acquistando un corpo macchina dotato di sensore Full-Frame.

Gli adattatori

Se nel mondo reflex la soluzione adottata dai principali produttori è stata quella di utilizzare la stessa baionetta, nel mondo mirrorless sorge un ulteriore problema: quello del tiraggio. Ovvero della distanza tra il piano del sensore, che sia una pellicola fotografica o un sensore digitale, ed il piano del bocchettone d’innesto per gli obiettivi. La soluzione è offerta dall’uso di adattatori, che nella loro versione più semplice non sono altro che tubi che consentono di mettere la giusta distanza tra l’ultima lente dell’obiettivo ed il sensore della macchina fotografica.

un esempio di adattatore con "booster", che consente, cioè, di avere un angolo di visuale il più simile possibile a quello della lunghezza focale originaria
un esempio di adattatore con “booster” che consente, cioè, di avere un angolo di visuale il più simile possibile a quello della lunghezza focale originaria

Nelle versioni più complesse, questi adattatori possono anche essere smart, permettendo di mantenere anche l’autofocus. Alcuni particolari adattatori risolvono il problema del crop: vengono chiamati “booster”. Questi ultimi hanno al loro interno un ulteriore elemento ottico che consente di concentrare la proiezione dell’obiettivo Full-Frame, nell’area dell’obiettivo APS-C. Ovviamente quando si inserisce un ulteriore elemento ottico, se questo non è di elevata qualità, comprometterà la qualità generale dell’immagine. Spetterà al fotografo trovare il giusto compromesso tra qualità dell’immagine e necessità di conservare l’originale angolo di visuale dell’obiettivo Full-Frame.

Luigialberto Febbrilehttps://www.shutterstock.com/g/lenovo2013?sort_method=popular
sono Luigialberto Febbrile, classe 1989, abbastanza presto per dire “ho visto cadere il muro di Berlino” ma troppo tardi per dire “ai miei tempi sviluppavo le pellicole in casa ed avrò avvelenato di sicuro 8 tribù amazzoniche diverse”. Laureato in giurisprudenza, la fotografia mi illude di avere ancora un possibile futuro. Sono presente su vari social, ma su instagram sono @luigi_febbrile. Scatto con una fuji xt10, ma in arsenale ho un po’ di tutto. Il mio motto è “chi se ne frega della grana se tanto poi ci mettono comunque i filtri instagram”

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