Sigle e denominazioni Nikon (parte 1)

Guide Sigle e denominazioni Nikon (parte 1)

G, AF-S, ED; tutte sigle che leggiamo piuttosto spesso, quando si tratta di lenti Nikon. E, sebbene il termine AF sia piuttosto facile da comprendere (auto focus, per chi se lo stesse ancora chiedendo), denominazioni come AI-S, o N, non lo sono. Dato che, purtroppo, non si trovano guide online complete, e in italiano, ho deciso di scrivere questo maxi articolo (diviso in due parti), per facilitare il compito di chi si sta approcciando all’acquisto di un obiettivo per la prima volta, e cerca di districarsi nella nomenclatura Nikon, che purtroppo molto spesso non segue un senso logico

Anzitutto, è bene operare delle suddivisioni, data la vastità dell’argomento: in questa prima parte, vedremo le sigle riguardanti i meccanismi di autofocus, e di comunicazione con il corpo macchina. Nella seconda parte, quelle riguardanti il design ottico, la specializzazione di un obiettivo, il formato e altro.

Va sottolineato il fatto che, nonostante alcune sigle siano non ufficiali, ma create da venditori o collezionisti, è comunque importante conoscerle, perché vengono spesso utilizzate.

Una prima macro divisione è quella tra lenti pre-introduzione dell’autofocus, e lenti con l’AF. Ma all’interno delle prime, c’è una sostanziale, e fondamentale differenza, tra lenti pre-AI, e lenti AI. Cioè, lenti rispettivamente costruite prima, e dopo, il 1977. Anno in cui avviene il primo, e unico, piccolo cambio, all’interno della baionetta F-mount Nikon. Nonostante ciò, anche gli obiettivi costruiti tra il 1959 e il 1977 sono adattabili alle nostre macchine, con alcune limitazioni/lavoretti da fare.

Pre-Autofocus:

  • A: sta per Auto Nikkor. Sono gli obiettivi costruiti a partire dal 1959, si trovano denominati anche con diverse altre sigle, prime tra tutte F (che è anche il nome del mount), ma anche Pre-AI, Non-AI, NAI. Sulle prime versioni, troviamo scritto Nippon Kogaku Japan, e la lunghezza focale segnata in cm anziché in mm. Attenzione ad usare questi obiettivi (se non sono stati convertiti in AI) sulle attuali macchine, perché possono provocare danni fisici. L’unica macchina totalmente compatibile, e attualmente in produzione, con queste lenti, è la Nikon Df.
  • T, Q, P, H, S, O, N, UD, QD, PD: questa lista infinita di sigle, è in realtà molto più semplice da capire di quanto sembri. Si riferisce agli obiettivi A, e indica il numero di elementi presenti nell’obiettivo. Rispettivamente, Tres (3), Quattuor (4), Penta (5), Hex (6), Septem (7), Octo (8), Novem (9), UnDecim (11), QuattuorDecim (14) e Penta-Decem (15). All’epoca alla Nikon ebbero la geniale idea di creare anche le sigle Unus (1) e Bini (2), ma non furono mai utilizzate (chissà perché eh). Da non confondere questo PD, con quello che si può trovare sulle lenti Nikon 1.
  • Auto: sigla in utilizzo sulle lenti A, sta per diaframma automatico.
  • C: multicoated. Indica la presenza, nelle lenti A, di un trattamento antiriflesso multi-strato.
  • K: nuove lenti, introdotte nel 1974. Il design, è quello che poi sarà utilizzato per le lenti AI.
  • AI: sta per Automatic Maximum-Aperture Indexing, o più bevemente, Auto Indexing. In poche parole, permette alla macchina di avere alcune modalità con esposizione automatica. Da questo momento, ogni lente è montabile senza problemi sulle attuali macchine (ma comunque con limitazioni, che dipendono dal tipo di macchina).
  • AI’d/AID: vecchie lenti con aggiornamento AI, aggiornamento che può essere totale o parziale, e può essere stato attuato sia direttamente da Nikon, che da terzi.
  • E: linea di ottiche economiche (o, per meglio dire, con prezzi umani, rispetto alle altre dell’epoca), prodotte a partire dal 1979. Da non confondere con la serie attualmente in produzione.
  • AIS: upgrade delle AI, a partire del 1981.
  • AIP: ulteriore upgrade, del 1988, che permette la misurazione matrix sui super tele, obiettivi che nikon non era ancora riuscita a produrre con l’AF (nato due anni prima).

Autofocus:

  • AF: Nel 1986, Nikon introduce l’autofocus. Questa sigla indica che la messa a fuoco avviene tramite il motore di messa a fuoco integrato nel corpo macchina, e la presenza di una CPU all’interno della lente. Attenzione perché l’AF non è disponibile sui corpi senza motore di messa a fuoco, come la serie D3*** e D5***.
  • AF-N: introdotta nel 1990. È nuova versione delle AF, con ghiera di messa a fuoco in gomma, anziché in plastica.
  • AF-I: Introdotta nel 1992, indica la presenza di un motore di messa a fuoco interno, ed è usata solamente per i super tele.
  • AF-S: sta per Autofocus-silent. Questi obiettivi usano un SWM, cioè un motore silent wave, per l’AF. Da ciò, ne deriva un autofocus più rapido e silenzioso; ma il principale vantaggio è che si può azionare la ghiera di messa a fuoco manuale, e quindi focheggiare manualmente, senza preoccuparsi di dover azionare gli switch per l’AF (che sono comunque presenti).
  • AF-P: introdotti nel 2016, ed equipaggiati con uno stepper motor, silenzioso e veloce quanto quello degli AF-S. Attenzione alla compatibilità, perché sono inutilizzabili su macchine anteriori al 2013, e hanno problemi anche con quelle prodotte fino al 2015 (a meno di aggiornamenti firmware), data la mancanza, in alcuni di essi, di switch per l’AF, o per il VR.

Serie:

Una ulteriore divisione è determinata da tre sigle, attualmente utilizzate da Nikon nel proprio catalogo:

  • D: introdotte nel 1996, le lenti serie D contengono un microchip di codifica, in grado di trasmettere le informazioni sulla distanza di messa a fuoco al corpo macchina.
  • G: introdotte nel 2000, non dispongono di una ghiera del diaframma, per controllare l’apertura dall’obiettivo. Da ciò, derivano maggiore leggerezza, e costi di produzione inferiori. Ma questa mancanza comporta l’incompatibilità con corpi macchina non in grado di controllare elettronicamente l’apertura.
  • E: introdotte nel 2016, hanno un meccanismo di controllo del diaframma elettromagnetico. Da non confondere con la linea del ’79.

È da tenere in considerazione la possibilità di trovare obiettivi in apparenza simili, ma che in realtà non lo sono. Basti pensare che Nikon ha attualmente in vendita, per le proprie DSLR, ben cinque 70-300 (due per APS-C, e tre per Full Frame), tutti con design ottici differenti, e quindi prestazioni differenti.

Quindi, è importante considerare che, un avanzamento nella linea, non significa un miglioramento. Una lente G può essere migliore di una D, o il contrario. Idem, una lente AIS può essere surclassata da una da una G, come il contrario. Dipende non solo dal design ottico, ma dalla situazione di utilizzo. Un 85mm f/1.4 AIS è senz’altro migliore di un 85mm f1.4G (attenzione alla mancanza di AF del primo però), ma in condizioni ottimali. In condizioni avverse, come un forte controluce, il G dimostra la sua superiorità, data dalle innovazioni nel campo del trattamento delle lenti.

Per quanto riguarda il resto delle sigle, ecco la seconda parte.

Leonardo Monaco
Vicedirettore di Shotlight e studente di Ingegneria a Tor Vergata. Appassionato praticamente di tutto ciò che le arti hanno da offrire, dal cinema alla musica, compresa ovviamente la fotografia, lato ingegneristico e lato artistico. Globetrotter, assiduo lettore di romanzi, fumetti e saggi, amante di storia, e chi più ne ha più ne metta. Avere pochi interessi non fa per me

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