Sigle e denominazioni Nikon (parte 2)

Guide Sigle e denominazioni Nikon (parte 2)

Ed eccoci alla seconda parte dell’articolo sulle sigle Nikon. Qui avevamo visto quelle principalmente riguardanti i sistemi di AF. In questa seconda parte, analizzeremo quelle riguardanti il design ottico, il formato, e alcune denominazioni particolari e piuttosto rare, ma interessanti.

Design ottico

  • AS: aspherical. Indica la presenza di lenti asferiche. Introdotte nel 1968 per risolvere il problema del coma, oltre che di altre aberrazioni ottiche; sono lenti particolarmente utili per eliminare (quasi) la distorsione nei grandangolari piuttosto spinti, e inoltre contribuiscono a diminuire peso e ingombro di un obiettivo.
  • CRC: Close Range Correction, correzione delle brevi distanze. In questo tipo di ottiche, gli elementi sono “flottanti”, e ogni gruppo di lenti si muove indipendentemente per mettere a fuoco.
  • DC: Defocus Control, la crème de la crème. Significa che la lente ha una ghiera di defocus, con la quale si può controllare l’aberrazione sferica in primo piano, o sullo sfondo. Tradotto, significa che si può decidere che tipo di bokeh dare alla foto. Solo due lenti hanno la ghiera di defocus, l’AF 105mm f2D DC, e l’AF 135mm f2D DC. Entrambe nella top ten delle lenti da ritratto migliori mai create.
  • ED: Extra-Low Dispersion, cioè a bassissimo indice di dispersione. Significa che l’obiettivo ha al proprio interno dei vetri ED, che aumentano la nitidezza e riducono le aberrazioni ottiche. In genere, gli obiettivi ED hanno una fascetta color oro vicino alla lente frontale.
  • FL: fluorite. Designa lenti che includono uno o più elementi costruiti in fluorite, anziché in vetro. Ciò comporta una maggiore leggerezza, e una maggiore resistenza alle aberrazioni cromatiche.
  • GN: numero guida. Assiste le macchine non dotate di misurazione automatica dell’esposizione per il flash. L’unica lente dotata di questa tecnologia è il GN Auto Nikkor 45mm f2.8 AI.
  • HRI: alto indice di rifrazione. Significa che la lente contiene elementi con un indice di rifrazione maggiore di 2.0, che quindi causano minori aberrazioni cromatiche. Sigla presente nelle specifiche tecniche, ma non nel nome dell’obiettivo o sul barilotto.
  • IF: internal focus, messa a fuoco interna. Significa che quando l’obiettivo mette a fuoco, il movimento dei componenti ottici è limitato all’interno del barilotto (la sigla, nelle lenti più moderne, è in disuso).
  • ML: indica la presenza di un vetro curvo a menisco davanti all’obiettivo, che riduce le immagini fantasma.
  • Micro: in casa Nikon amano confondere la gente. Micro sta per Macro, fotografia macro ovviamente. Indica quindi obiettivi che hanno un rapporto di riproduzione pari a 1:2 o 1:1.
  • N: in genere la si trova scritta bella grossa da qualche parte sul barilotto, e non insieme alle altre sigle. Indica la presenza del trattamento nano crystal coat, cioè un trattamento antiriflesso particolarmente efficace (ma non fatevi ingannare quando vedete una N stampata su una lente, vuol dire tutto e niente; come sempre, la qualità varia da obiettivo a obiettivo).
  • NIC: altro trattamento anti riflesso. Anche questa è una sigla che appare soltanto nelle specifiche tecniche.
  • PC: controllo della prospettiva; sono lenti dotate di tilt-shift, per controllare la prospettiva e la profondità di campo, e vengono utilizzate principalmente in foto d’architettura. Le ultime prodotte sono le PC-E.
  • PF: phase Fresnel. Sigla molto interessante, indica la presenza di una o più lenti di Fresnel, che garantiscono una riduzione di peso e ingombro. Attualmente, l’unico obiettivo di questo tipo è l’AF-S 300mm f4 E PF ED VR che pesa 750 grammi. Per fare un paragone, il Sigma 50mm f1.4 DG HSM Art, pesa 815 grammi. Rumors indicano l’imminente uscita di un 500mm con le stesse caratteristiche.
  • RD: diaframma circolare: indica la presenza di un diaframma circolare, cioè con lamelle progettate per creare un soft-focus migliore.
  • RF: simile all’IF.
  • SIC: super integrated coating. Altro trattamento anti riflesso.
  • VR: sistema di riduzione delle vibrazioni. Teoricamente, permette di recuperare un massimo di 3 stop, in condizioni ottimali (ma dipende dalla lente anche). Attenzione a disattivarlo quando posizionate la macchina sul cavalletto, perché è progettato per ridurre le vibrazioni causate dalla mano, non quelle del vento sul treppiede.

Formato

  • FX: termine usato da nikon (e solo da loro, a quanto pare amano inventare sigle che nessuno poi utilizza) per indicare il formato full frame, baionetta Nikon-F.
  • DX: formato APS-C, baionetta Nikon-F.
  • F: baionetta Nikon-F (F-mount). Il mount, nato nel 1959 con la Nikon F, è tuttora in uso sulle reflex digitali.
  • Z: baionetta Nikon-Z, teoricamente il nuovo mount per le mirrorless Nikon di prossima uscita.
  • CX: Nikon 1, baionetta Nikon 1. Fuori produzione.
  • IX: formato APS, per corpi macchina Nikon Pronea S, baionetta IX. Fuori produzione.
  • Nikonos: formato 35mm, usato per le Nikonos Calypso, una serie di fotocamere a pellicola subacquee. baionetta Nikonos. Fuori produzione.
  • S: formato 35mm, su fotocamera a telemetro. Introdotto nel 1948 con la Nikon I; baionetta Nikon-S. Fuori produzione

Varie

  • Noct: sigla interessantissima, indica che la lente è designata per avere la massima nitidezza alla massima apertura, per essere utilizzata in situazioni di scarsa luce. Inserita unicamente sul Nikon Noct 58mm f1.2 AIS, che per altro è una delle sole tre lenti con diaframma 1.2 mai costruite da Nikon per l’F-mount. Le altre sono il 50mm f1.2 e il 55mm f1.2. Tre capolavori.
  • OP: sta per proiezione ortografica. Utilizzata soltanto per una lente, il Fisheye-Nikkor 10mm f5.6 OP, designata per utilizzi scientifici. In poche parole, la lente non vignetta (al contrario di praticamente tutti i fisheye). Curiosità: questo 10mm, è tuttora l’unica lente Nikon avente un elemento in plastica.
  • LW, W, UW: rispettivamente water resistant (non waterproof), waterproof, underwater-only. Tre sigle utilizzate per le lenti prodotte per le Nikonos Calypso (dal ’63 all’84) e la Nikonos RS (1992), la prima SLR con l’autofocus subacquea. Le lenti compatibili solo con la RS, hanno una R prima della sigla UW. Ad esempio, l’R-UW AF Nikkor 28mm f2.8. Le lenti UW, utilizzabili unicamente sott’acqua, per via della progettazione, sono tuttora considerate le migliori in nitidezza e saturazione del colore (per quell’utilizzo).
  • Medical: lenti nikon designate per utilizzo medico. Qui la cosa si fa intrigante, perché sono due le lenti, il 200mm f5.6 Medical, prodotto in tre versioni con lo schema ottico identico, e il 120mm f4 IF Medical, più moderno. La particolarità del 200mm è il rapporto di riproduzione che parte da 1:15, e tramite lenti addizionali (in dotazione), arriva a 3:1. Si, avete capito bene, 3:1; la maggiorparte delle lenti macro arriva a 1:1. Per non parlare del flash anulare allo xenon incorporato nell’obiettivo. Insomma una lente fantascientifica, utilizzata da dentisti, orologiai et similia. Ah, per i fanatici della radioattività, il 200mm non è male come esempio. Per chi vuole approfondire, molte informazioni si trovano grazie a questo articolo di Marco Gavina.
  • Bellows: letteralmente, soffietto. Per chi fa macro, sarà già tutto chiaro. Designa lenti progettate per essere utilizzate unicamente con soffietto, come il Nikon 135mm f4 bellows.
  • Fisheye-Nikkor: la sigla parla da sola. Indica le lenti fisheye, generalmente da 180 gradi. Menzione speciale va però al Nikon 6mm f2.8 Fisheye AIS, che aveva un angolo di campo di ben 220 gradi, con un peso di 5kg sulla mano, e centomila dollari sul portafoglio, attualmente.

Leonardo Monaco
Vicedirettore di Shotlight e studente di Ingegneria a Tor Vergata. Appassionato praticamente di tutto ciò che le arti hanno da offrire, dal cinema alla musica, compresa ovviamente la fotografia, lato ingegneristico e lato artistico. Globetrotter, assiduo lettore di romanzi, fumetti e saggi, amante di storia, e chi più ne ha più ne metta. Avere pochi interessi non fa per me

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