Stenopeika 45SE2: il banco ottico artigianale

Guide Fotografia Vintage Stenopeika 45SE2: il banco ottico artigianale

In un’epoca in cui il digitale, e le famigerate mirrorless, stanno prendendo piede, il ragazzo toscano Samuele Piccoli ha cominciato a realizzare quello che conosciamo come banco ottico. Partendo prima da alcuni prototipi e poi costruendo dei veri e propri modelli pronti per l’uso, Samuele riprende le vesti del piccolo artigiano. In questo modo nasce così, nel 2009, Stenopeika. Molte persone non sanno cosa sia questa attrezzatura, ed è per questo che andremo a vederne un attimo le caratteristiche generali.

Ma in cosa consiste un banco ottico?

Avete presente quelle attrezzature usate, specialmente nei vecchi film, in cui il fotografo si nascondeva sotto un telo nero? Ecco, quelli sono i banchi ottici! In pratica è una macchina fotografica usata principalmente per la fotografia professionale, come still life, paesaggio, ritratto in studio… Le varie parti sono tenute assieme da rotaie che permettono la correzione della distorsione per le foto di architettura e la messa a fuoco. La parte anteriore, dove è montato l’obiettivo (obiettivo che funge anche da otturatore), è collegata alla parte posteriore, dove si trova la lastra, tramite il soffietto.

I componenti sono principalmente 4:

  • tubo porta standarte o tubi di prolunga aggiuntivi che costituiscono il vero banco ottico;
  • standarta anteriore sulla quale si monta l’obiettivo;
  • standarta posteriore sulla quale si applica il vetro smerigliato per la messa a fuoco; sempre qui si carica la pellicola piana dove viene impressionata la foto;
  • soffietto che collega standarta anteriore con quella posteriore.

In generale definiamo standarta come la parte, in questo caso, legnosa che ospita l’ottica o che ospita il vetro smerigliato e lo chassis per la pellicola.

©Giulio Speranza

Stenopeika 45SE2

E’ così che, con una spesa tra i 1.200€ e i 1.500€, potrete ordinare la vostra bellissima Stenopeika 45SE2. Questa folding camera è un pregiato prodotto di artigianato e può essere “personalizzata” con varie tipologie di legno: legno di iroko, mogano (colorazione ciliegio), cipresso (100% Italiano). È anche possibile decidere se farsi costruire la base in legno o in fibra di carbonio per alleggerire il tutto. Grazie alle rotaie si ha la possibilità di piegare il banco ottico rendendolo così facilmente trasportabile (chiuso misura 27x27x13,5cm e pesa 3,1kg). Grazie alle rotelle e ai binari, in poco tempo possiamo aprire questo gioiellino dell’artigianato ed essere operativi per scattare. Gli scatti che si possono effettuare con questo banco ottico hanno un formato di 4×5. Come pellicole possiamo usare le Fujifilm FP-100C (molto buone in situazioni di luce controllata) o altre pellicole piane. Le pellicole Fujifilm permettono di avere un positivo e un negativo, ovvero la foto già sviluppata e il negativo che può essere riutilizzato comodamente, dopo una pulizia a varechina, per delle scansioni o delle stampe future.

La Stenopeika 45SE2 permette di montare e smontare il soffietto grazie a dei semplici magneti posti sulla cornice di questo e le cornici delle due standarde. La standarda anteriore, sulla quale è montata l’ottica, può essere alzata ed abbassata per il basculaggio, ma può anche essere inclinata per cambiare l’inclinazione del piano di messa a fuoco. Parliamo infatti di correzione della distorsione per foto architettoniche, e della regola di Scheimplfung secondo cui: quando il piano su cui giace il soggetto, il piano nodale posteriore dell’obiettivo e il piano focale si incontrano in un’unica retta, si ottiene la piena messa a fuoco del soggetto indipendentemente dal diaframma utilizzato.

Basculaggio – Immagine di Clubfotografia.com

Regola Scheimplfung – Immagine di Clubfotografia.com

Perché usare un banco ottico quando c’è il digitale?

Ebbene si, anche se il digitale ha preso il sopravvento sull’analogico, esiste ancora chi predilige scattare con queste macchine. In molti trovano di gran lunga più affascinante scattare con le attrezzature di una volta, perché è grazie ad esse che si impara realmente a fotografare. L’analogico, di fatto, è una palestra che aiuta molto a meditare, e guardarsi delle stampe fatte in analogico fa riscoprire un mondo davvero molto interessante. Grazie a Stenopeika abbiamo quest’oggi la possibilità di scoprire di nuovo un mondo in cui la preparazione prima dello scatto è tutto e niente può essere lasciato al caso. Per chi è un appassionato questa è davvero un’ottima occasione per ricominciare, e per chi ancora non lo è può essere un modo per iniziare ad approcciarsi.

SourcePhotoJournal
Andrea Zucchiatti
Ciao! Mi chiamo Andrea e mi piace il mondo della fotografia, specialmente quella di ritratto, ma mi sto appassionando pure a quella di paesaggio, di minimal e di street.

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