“The Dream” – Recensione 85mm f/1.2 Mitakon Speedmaster

Recensioni "The Dream" - Recensione 85mm f/1.2 Mitakon Speedmaster

Mitakon Speedmaster 85mm f/1.2.
Se è la casa produttrice stessa a definirlo “un sogno“, le aspettative di certo si alzano, soprattutto quando ci si trova davanti una lente dall’apertura del diaframma così ampia.

Il produttore, ZhongYi Optics (Mitakon è un nome commerciale della stessa azienda), produce ottiche dal 1984, promettendo qualità di produzione pari agli standard giapponesi, utilizzando macchinari e standard di produzione tali e quali ai competitor nipponici.

Qualità costruttiva

Forse, di tutto, la parte più sorprendente di questa lente è la qualità costruttiva che la contraddistingue, evidente anche solo per la scatola in cui è spedito, esteticamente bellissima, rilegata in pelle; la lente al suo interno è protetta da solido foam.
Una volta preso in mano, ci si accorge di quanto solido e robusto sia: le ghiere sono estremamente fluide, specie quella del diaframma che, essendo decliccata e trovandosi dopo la ghiera del fuoco, è molto facile da muovere, anche per sbaglio – Più di una volta mi sono ritrovato a scattare, senza volerlo, a f/2.8 e oltre per questo difetto. Per altro, dato che la lente non dispone di nessun contatto per comunicare con la fotocamera, non c’era niente che me lo segnalasse scattando in priorità diaframmi – mentre il barilotto è di metallo.
I filtri che monta sono da 77mm, il ché lo mette in paro con l’85mm f/1.4GM Sony e l’85mm f/1.4G Nikkor.

L’unico appunto che si potrebbe fare, è la mancata tropicalizzazione.

Mitakon 85mm f/1.2

Fuoco

Questa è una lente manuale. Non importa quanto bravi possiate essere a mettere a fuoco manualmente; a f/1.2, a questa focale, usarla su un sistema reflex è essenzialmente impossibile senza avere focus assist quali focus peaking e magnification.
Inutile dire che il mio consiglio è quello di utilizzarlo su mirrorless, per via di tutto questo ambaradam di funzioni nel mirino. Certo, nulla vieta di usarlo anche su una Nikon D850, provvista del peaking; ma con reflex che non ne dispongono, può risultare una follia. E questa lente è punitiva, quando si parla di fuoco.

Se non altro, focheggiare con lei è un piacere vero, vista l’enorme fluidità della ghiera, che scorre come burro fuso.
La distanza di messa a fuoco minima è di 1 metro, leggermente più lunga rispetto a quella del Canon 85mm f/1.2L II, che mette a fuoco a 0.95m.

Qualità d’immagine

Vignettatura

Qui è dove questa lente soffre più di ogni altro aspetto. La vignettatura che ha a tutta apertura (Quindi, alla fine, dove sarà usato il 90% del tempo, se non oltre) è incredibilmente pesante, nonostante ciò, sparisce praticamente del tutto a f/4.

Nitidezza

Ad esser nitido, è nitido.
Meno nitido di un Sigma Art, meno nitido del G Master di Sony… Ma molto nitido, specialmente al centro (Sui lati, si perde assai)

Sfocato

Nel bokeh, questa lente vince, a mani basse.
Anche solo leggerne il nome dovrebbe lasciar intendere quanto lo sfocato sarà cremoso.

Le luci, quando sfocate, diventano i classici graziosi “occhi di gatto”, apprezzabili o meno sta a voi deciderlo.

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Conclusioni

I risultati, scattati con Sony a7 II e lente con attacco nativo Sony E (ma è presente in essenzialmente ogni attacco fullframe, ed è disponibile perfino per il medio formato Fujifilm GF), parlano da soli.
La lente promette di essere quel che effettivamente è, un “maestro” incredibilmente luminoso e, attualmente, il mio 85mm preferito.

Con un prezzo ufficiale di 799€, la lente è forse più economica di quanto non dovrebbe essere (e forse anche grazie alla “natura cinese” della sua produzione); ciò non toglie che è una vera, grande, perla.

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Matteo Pignoli
Studente di Graphic Design di Roma, sono un grande amante di cinema (Per citare Hideo Kojima, il mio corpo è costituito al 70% di film) e fotografia. Cittadino del mondo, punto a lavorare nell'industria cinematografica.

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