Tutelare l’atto di fotografare

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Un articolo apparso su un noto giornale Romano, riporta quanto accaduto in occasione di una sfilata di carnevale in Piazza del Popolo a Roma.

Il dibattito su cosa è possibile fotografare in luogo pubblico, e cosa no, è sempre al centro di molte discussioni. Sebbene l’argomento sia molto delicato, riteniamo che sia giusto fare chiarezza, per evitare delle conclusioni inopportune, come quanto accaduto nella vicenda menzionata poc’anzi. Andiamo per gradi.

In queste settimane, a Roma, ma come in tutte le città d’Italia, sono in corso i caroselli del carnevale. Sfilate, feste e gioia sono all’ordine del giorno. In una di queste giornate, in Piazza del Popolo viene indetta una sfilata di bambini. La celebre piazza romana, è costantemente appannaggio di migliaia di fotografi, di qualsiasi tipo. Persone che possono essere turisti, come semplici cittadini romani.

È capitato quindi che un gruppo di fotografi, si sia fermato a fotografare i bambini mascherati, destando quindi la preoccupazione dei genitori.

Se di per sé l’atto di fotografare in pubblico viene visto con molto pregiudizio, il fatto che siano coinvolti dei minori peggiora ulteriormente le cose.

Secondo quanto riporta l’articolo in questione, i genitori, preoccupati per l’uso che si sarebbe fatto di quelle fotografie, dapprima avrebbero intimato ai fotografi di cancellare le foto e togliere la macchina fotografica. Dato che i fotografi, a ragion veduta come vedremo dopo, non avevano intenzione di cancellare le foto, i genitori allora avrebbero allertato le forze dell’ordine. Le quali, una volta chiarita la situazione, avrebbero obbligato i fotografi a cancellare le immagini dei bambini.

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A detta dell’articolo, la situazione si è risolta nel migliore dei modi. Ma non è affatto così.

Stando a quanto dice la Legge Italiana:

La ripresa fotografica, cinematografica o televisiva in luoghi pubblici o aperti al pubblico, non importa se svolta a titolo professionale o amatoriale, è attività libera, appartiene ai diritti inviolabili di libertà dei cittadini (art.13 Cost.: divieto di qualsiasi restrizione della libertà; art.21 Cost: diritto di manifestare liberamente il pensiero e diffonderlo con ogni mezzo; art.33 Cost. “L’arte e la scienza sono libere” e anzi meritevoli di sostegno: art.9 Cost.“La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura”).”

Quindi, in generale, l’atto di fotografare in pubblico è lecito, anche se i soggetti sono minori. Tuttavia non è possibile divulgare o pubblicare le immagini sui social network, senza il consenso del diretto interessato o di chi ne fa le veci, e questo è sacrosanto.

Ma una condizione pone a favore dei fotografi in questo caso particolare. Sebbene siano il soggetto delle foto, in realtà i bambini stavano partecipando ad una sfilata pubblica. Qualsiasi informazione prodotta durante un evento pubblico, che accade in un luogo pubblico, è tutelata dal diritto di cronaca. Il soggetto non sono più i bambini, ma il racconto dell’evento che sta accadendo.

La preoccupazione dei genitori per la privacy dei propri piccoli, è molto più che comprensibile, ma non può sfociare in atti di coercizione e di censura. È probabile che i genitori di questi minori non sappiano tutte queste cose, e possiamo accettarlo. Incomprensibile, però, come il maggiore errore sia stato commesso dalle forze dell’ordine. L’obbligo di cancellare le foto da parte dei fotografi, è totalmente ingiustificato.

In conclusione, la vicenda non si è assolutamente conclusa nel modo corretto, andando a ledere il lavoro, amatoriale o meno, di un gruppo di fotografi.

Ci teniamo a precisare che questo articolo non vuole essere un accusa nei confronti del giornale che ha pubblicato l’articolo, ne nei confronti dei genitori, ne nei confronti delle forze dell’ordine. Tuttavia, come già espresso, riteniamo giusto portare le corrette informazioni, affinché episodi di questo tipo non avvengano più.

Simone Spinedi
Mi chiamo Simone Spinedi, ho 23 anni e sono un fotografo e graphic designer di Roma. Mi piacciono tutte le forme di comunicazione dove puoi esprimerti liberamente.

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